Sapori di frontiera 

Ho sempre avuto la convinzione che una parte molto importante del viaggio sia assaggiare il cibo del luogo che si visita, prendere confidenza con sapori e metodi diversi dai nostri.

Con il tempo ho sviluppato una grande passione per il cibo: come nei viaggi sono mossa dall’inesauribile voglia di vedere cose nuove, così nella cucina sono spinta dalla curiosità di assaggiare piatti spesso così diversi dai nostri.

Domenica 27 ottobre mi sono recata a Gorizia a “sapori di frontiera”.

  
La manifestazione, che si svolge ogni anno, vede il centro città popolato da numerosi stand ricolmi di cibi e bevande provenienti dal mondo.

   

    
 
Le vie strette si popolano di colori e odori particolari, mentre fiumi di persone si riversano tra i banchi.

   
   

    
   

La varietà di proposte è notevole, ma la confusione altrettanto.

    

   
 
Scegliere cosa mangiare non è stato facile.

Appena arrivati abbiamo preso un brezel, per fermare la fame e addentrarci tra le bancarelle.

  
Ci siamo poi diretti nella zona asiatica.

Abbiamo iniziato con degli spiedini speziati thailandesi, per poi continuare con del riso al latte di cocco, con pollo e funghi.

   
   
Abbiamo poi optato per degli gnocchi di patate con panna acida, dallo stand polacco.

  
Continuando a camminare siamo arrivati alla zona italiana, dove abbiamo preso crostini con prosciutto cotto alla brace.

  
Abbiamo poi deciso di fare uno sosta allo stand delle birre belghe.

Devo dire che mi ha molto deluso: le ragazze che ci lavoravano sembravano non avere idea delle birre che vendevano.

Alla fine, un po delusa, ho optato per una birra ai frutti di bosco.

  
Ci siamo poi diretti nella zona inglese, dove abbiamo preso un tortino di carne; non era cattivo, ma è il piatto che mi ha convinto meno tra quelli che ho assaggiato.

   
 
Siamo poi arrivati allo stand dell’Istria e abbiamo ordinaro la ricotta con tartufo, accompagnata da un bicchiere di spumante rose.

  
Anche se eravamo ormai sazi, quando siamo arrivati allo stand dell’Ungheria non abbiamo saputo resistere al “cannolo ungherese”, anche se la fila era davvero lunga.

Avevo già assaggiato questo dolce quando ero stata a Praga e a Budapest, e lo adoro; ho optato per la versione alle nocciole e anche questa volta non mi ha deluso.

   
   
Per concludere ci siamo recati a uno stand di birra italiana, facendoci consigliare una rossa, davvero buonissima!

   
 
Nel complesso l’occhio non resta particolarmente soddisfatto, e l’organizzazione potrebbe essere migliorata; tuttivia la manifestazione è interessante per la varietà e la qualità delle pietanze, e merita sicuramente una visita.

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