Berlino giorno 5 e 6

Giorno 5.
Abbiamo iniziato la giornata con il Sony center, facendo colazione da starbucks, che offre una splendida vista sull’edificio!
   
    
   
Ci siamo poi diretti verso checkpoint charlie, passando dalla topografia del terrore.

   
    
    
 
Siamo saliti in metro e siamo arrivati alla east side gallery, una delle cose che mi sono piaciute di più: 1,3 km, 106 murale, compongono questa “galleria a cielo aperto”, incentrata sul tema della pace e della caduta del muro.

   
    
    
    
    
    
    
    
    
 
Dopo abbiamo ripreso la metro, e ci siamo recati alla colonna della vittoria, dalla cui cima si può osservare tutta Berlino.
   
   

   
Ci siamo poi riavvicinati al centro, passando dal memoriale per i soldati sovietici e dal palazzo del reichstag (che purtroppo abbiamo visto solo da fuori), arrivando infine alla porta del brandeburgo.

   

   

 
Quando ormai il sole cominciava a tramontare siamo arrivati memoriale per gli ebrei assassinati d’europa: i blocchi di cemento grigio si stagliavano contro il cielo arancione, un momento magico, e un monumento davvero evocativo!

   
   
Abbiamo poi deciso di riavvicinarsi all’albero, e ci siamo diretti verso la Sinagoga nuova.

  
Girovagando abbiamo trovalo il Kamala, un ristorante tailandese davvero buono: da provare gli spiedini di pollo con salsa di noccioline!

   
   
Giorno 6.
La mattina dopo ci siamo subito diretti al castello di charlottenburg, facilmente raggiungibile in metro.

   
    
    
    
 
È un luogo splendido, in stile rococò, che ha in se tutto il fascino della Berlino storica.

Particolarmente degni di nota sono due ambienti: la camera della porcellana cinese e la galleria dorata.
   
    
   
Finita la visita del palazzo ci siamo diretti ai giardini, in stile francese, e contenente il Mausoleum, costruito per la regina Luise.

   
    
    
   
Dopo abbiamo deciso di andare alla chiesa della rimembranza: sullo sfondo la struttura antica e danneggiata dai bombardamenti della chiesa commemorativa dell’imperatore Guglielmo, un monumento efficace per rappresentare gli orrori della guerra; davanti la chiesa del 1961.

Passato e presente, devastazione della guerra e speranza per il futuro.

   
    
 
Dopo una pausa (e una birra) per fare il punto della situazione, ci siamo diretti all’hackesche hofe, un complesso di cortili in cui si trovano negozi, bar e ristoranti.

   
    
    
 
Gironzolando abbiamo trovato un ristorante vietnamita davvero carino, il district mot.

     
    
    
   
Dopo cena siamo tornati verso l’albero, passando, ancora una volta, da Alexanderplatz. 

 

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